Concorsi: quando si può nominare la commissione?

In materia di pubblici concorsi non esiste una norma che imponga la nomina della Commissione solo dopo il termine di scadenza delle domande di partecipazione alla stessa.

Sentenza: T.A.R. Lazio – Roma – Sentenza  17 marzo 2017 , n. 3631 in materia di concorsi.
Norma

N. 3631/2017 Reg. Prov. Coll.
N. 10881 Reg. Ric.
ANNO 2015
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Bis) ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 10881 del 2015, integrato da motivi aggiunti, proposto da:
omissis…, rappresentato e difeso dall’avvocato Sara Di Cunzolo, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, via Aureliana, 63;
contro
Ministero della Difesa, Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, in persona dei legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;
per l’annullamento
– del provvedimento di esclusione dal concorso per l’ammissione di 40 allievi al primo anno del 197° corso dell’Accademia per la formazione di base degli Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri per l’anno accademico 2014 – 2015, notificato in data 3 giugno 2015;
Con motivi aggiunti del 5 gennaio 2016,
– della graduatoria finale di merito, approvata con decreto n. 219 del 12 ottobre 2015;
Con motivi aggiunti del 5 ottobre 2016,
– del provvedimento di esclusione dal concorso de quo, a seguito del giudizio di inidoneità attitudinale riportato in data 9 giugno 2016;
– del decreto di nomina delle Commissioni del 20 gennaio 2015, n. 12, conosciuto in sede di accesso agli atti del 3 agosto 2016.
Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero della Difesa e del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 18 gennaio 2017 la dott.ssa Paola Patatini e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO
Col ricorso originario, poi integrato da un primo atto di motivi aggiunti, il ricorrente ha impugnato la propria esclusione dal concorso per l’ammissione di 40 allievi al primo anno del 197° corso dell’Accademia per la formazione di base degli Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri per l’a.a. 2014-2015, e la relativa graduatoria di merito, disposta per avere lo stesso riportato un provvedimento prefettizio di ammonimento e dunque, secondo l’Amministrazione, per aver tenuto una condotta censurabile (ex art. 635 d.lgs. n. 66/2010) e trovarsi in una situazione comunque non compatibile con l’acquisizione o la conservazione dello stato di Ufficiale.
Avverso la predetta esclusione, la parte ha formulato tre motivi di censura, riconducibili alla violazione di legge e all’eccesso di potere sotto più profili, atteso che l’episodio dal quale l’Amministrazione avrebbe dedotto la mancanza del requisito della “condotta incensurabile” sarebbe risalente nel tempo e di particolare tenuità, come emergerebbe dalle motivazioni del provvedimento del Prefetto, non tenute tuttavia in considerazione dall’Amministrazione, e quindi non potrebbe determinare automaticamente l’esclusione del ricorrente, quanto semmai un’analisi più approfondita dello stesso.
Per resistere al gravame, si sono costituite le Amministrazioni in epigrafe, insistendo per il rigetto delle doglianze.
Con ordinanza n. 1076 del 2016, la Sezione ha accolto l’istanza cautelare ai fini del riesame.
In esecuzione di detta pronuncia, il ricorrente è stato ammesso al prosieguo dell’iter concorsuale nell’ulteriore fase degli accertamenti attitudinali, ove è stato giudicato “inidoneo” e, pertanto, nuovamente escluso dal concorso.
Avverso il nuovo provvedimento di esclusione, la parte ha formulato ulteriore ricorso per motivi aggiunti, censurando la violazione di legge e l’eccesso di potere in cui sarebbe incorsa l’Amministrazione.
In particolare, col primo motivo di diritto, il ricorrente contesta l’avvenuta nomina della commissione prima della scadenza del termine di presentazione delle domande, in violazione dei principi di imparzialità e trasparenza.
Col secondo motivo, il ricorrente si duole dell’avvenuta adozione delle norme tecniche – indicanti i criteri, le modalità ed il profilo oggetto di accertamento da parte della commissione – in un momento successivo alla scadenza del termine di presentazione delle domande di partecipazione, impedendo di fatto che i criteri e le modalità di svolgimento del concorso potessero essere conosciuti unitamente al bando e, quindi, prima della presentazione delle domande.
Col terzo motivo, si censura il merito del giudizio di inidoneità attitudinale, reso sull’asserita mancanza del profilo della cd. “leadership”, in quanto contrasterebbe con l’opposto giudizio ottenuto dal ricorrente pochi giorni prima, sulla base delle medesime norme tecniche.
Infine, con il quarto e ultimo motivo, si contesta l’incompetenza dell’ufficiale psicologo che ha reso la relazione presupposta al giudizio impugnato, in quanto estraneo alla commissione.
Alla camera di consiglio del 26 ottobre 2016, con Ordinanza n. 6636/2016, la Sezione ha respinto l’istanza cautelare incidentalmente avanzata, non ritenendo nelle specie sussistenti sufficienti elementi di fondatezza, “Rilevato che, nella specifica materia dei concorsi pubblici, non esiste una norma che imponga la nomina della Commissione solo dopo il termine di scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione, come invece accade in materia di appalti, e che non risultano prodotti, nella specie, elementi tali da comprovare l’avvenuta violazione del generale principio di imparzialità e trasparenza (Consiglio di Stato, Sezione VI, n. 3039 del 2016);
Ritenuto inoltre che gli accertamenti in questione siano stati condotti conformemente alle norme tecniche approvate in data 12 febbraio 2015, con speciale riferimento al profilo attitudinale previsto per gli aspiranti Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri;
Ravvisata infine l’irrilevanza del precedente giudizio di idoneità riportato dal ricorrente nel diverso concorso per allievi Marescialli del ruolo Ispettori dell’Arma dei Carabinieri, il cui profilo attitudinale si distingue da quello in esame con riferimento al bagaglio cognitivo, all’autocontrollo emotivo e alla capacità di interazione sociale, così come indicati dalle relative norme tecniche”.
In vista della trattazione del merito, già fissata all’esito dell’accoglimento della prima istanza cautelare, parte ricorrente ha depositato apposita memoria difensiva, contestando nel merito la pronuncia cautelare ed insistendo per l’accoglimento del ricorso.
Alla pubblica udienza del 18 gennaio 2017, la causa è infine passata in decisione.
DIRITTO
1. Viene all’esame del Collegio la particolare controversia avente ad oggetto l’esclusione del ricorrente dal concorso per l’ammissione all’Accademia dell’Arma dei Carabinieri.
Dopo un primo provvedimento negativo, determinato dalla mancanza del requisito della “condotta incensurabile” (a causa del provvedimento di ammonizione del Prefetto), la parte, riammessa alla procedura in seguito a riesame, è stata giudicata “non idonea” in sede attitudinale.
2. L’esclusione iniziale è quindi stata superata dal successivo provvedimento, adottato su riesame dell’Amministrazione e tempestivamente impugnato con motivi aggiunti, così determinandosi l’improcedibilità del ricorso per la parte relativa all’annullamento del primo atto.
3. Con riferimento alla successiva impugnazione, il Collegio ritiene che la stessa non sia comunque da accogliersi per le ragioni sommariamente evidenziate in sede cautelare, che qui si intendono confermare.
4. Sulla nomina dei membri della commissione, censurata dalla parte in quanto avvenuta prima della scadenza del termine per la presentazione delle domande, vale infatti richiamare integralmente quanto già rilevato in altra sede (Cons. Stato, Sez. VI, n. 3039/2016), per cui “nella specifica materia dei pubblici concorsi non esista una norma che imponga la nomina della Commissione solo dopo il termine di scadenza delle domande di partecipazione alla stessa.
E’ ben vero che la regola prevista dall’articolo 84 del Codice degli Appalti tende (almeno astrattamente) ad evitare che vi possano essere, con la preventiva conoscenza dei nominativi dei commissari, inaccettabili contatti e collusioni dei candidati con gli stessi commissari e, dunque, costituisce espressione del principio di trasparenza ed imparzialità dell’azione amministrativa.
Tuttavia, tale disposizione è specificamente dettata per la materia dei contratti pubblici, onde non si ritiene che la portata inderogabile di essa e le illegittimità conseguenti alla sua violazione possano in via automatica trovare applicazione, anche in via analogica, al differente settore delle pubbliche selezioni.
In difetto di una specifica previsione in tale settore, trova certamente applicazione il principio della imparzialità e di trasparenza dell’azione amministrativa, sancito dall’articolo 1 della legge 241/1990.
Tuttavia, la violazione di tale principio deve essere dedotta in concreto e non in astratto, dovendosi fornire elementi i quali facciano ritenere che nella specie il principio sia stato violato”.
Nel caso in esame, la parte non ha fornito elementi concreti da cui desumere l’avvenuta violazione dei principio di imparzialità e buon andamento (dimostrando, ad esempio, che i soggetti vincitori della procedura avevano presentato domanda solo dopo la nomina della commissione, o che la loro partecipazione ed il superamento del concorso erano dovuti alla presenza di commissari di cui conoscevano il nominativo).
In assenza, dunque, di indizi sufficienti a provare eventuali condizionamenti o collusioni, non basta ad inficiare la nomina della commissione addurre la circolare del Novembre 2014 (recante Guida per le commissioni aggiudicatrici), con cui, secondo tesi ricorrente, l’Amministrazione si sarebbe autovincolata a nominare l’organo collegiale solo successivamente alla scadenza del bando di concorso.
A ben vedere, detta circolare non prescrive espressamente che la nomina della commissione avvenga solo una volta spirato il termine per la presentazione delle domande, prevedendo, piuttosto, che, contestualmente alla pubblicazione del bando, sia avviato l’iter per la formazione delle commissioni (richiesta formale agli Enti competenti dei nominativi e nomina delle commissioni con successivi decreti presidenziali), non escludendo affatto, perciò, che la relativa procedura possa concludersi prima della scadenza del termine in questione.
La medesima circolare richiede, infatti, testualmente che la nomina intervenga “prima dell’inizio delle operazioni concorsuali; se avvenisse successivamente gli atti del procedimento sarebbero illegittimi”.
Il dato testuale depone, quindi, per la necessità di un termine ad quem, entro il quale provvedere alla nomina della commissione (“prima dell’inizio delle operazioni concorsuali”), non già per uno a quo, prima del quale l’atto adottato sarebbe illegittimo.
Il motivo deve, pertanto, essere respinto.
5. Del pari da disattendere la seconda censura contenuta nei motivi aggiunti.
Nel caso in esame, gli accertamenti sono stati condotti in osservanza dei criteri e delle modalità riportati nelle appendici del bando (costituenti parte integrante dello stesso), le quali, a loro volta, rinviavano alle norme tecniche contenute nei provvedimenti dirigenziali del Comandante generale dell’Arma emanati in applicazione del DM 12 gennaio 2001, che sarebbero stati resi disponibili prima della data dello svolgimento delle prove, mediante pubblicazione sul sito internet.
Nella specie, la determinazione del Comandante generale dell’Arma è stata approvata in data 12 febbraio 2015 e debitamente resa pubblica prima delle prove attitudinali.
Ne deriva allora che, in mancanza di una tempestiva impugnativa del bando per la parte in cui, rinviando ad un momento successivo alla scadenza del termine per partecipare, avrebbe asseritamente impedito ai candidati di conoscere i criteri e le modalità di svolgimento delle prove, non può qui censurarsi la tempistica, legittimamente seguita dall’Amministrazione in osservanza della lex specialis, laddove è comunque stata garantita ai partecipanti la conoscenza in tempo utile delle procedure per le prove stesse.
6. Né vale ad inficiare l’operato dell’Amministrazione l’avvenuto accertamento del possesso del requisito attitudinale in capo al ricorrente in un precedente e diverso concorso, sulla base della medesima normativa di riferimento (doc. 25 allegato di parte).
Tale circostanza non può infatti rilevare atteso che, contrariamente a quanto affermato dalla parte, la valutazione attitudinale, addotta a sostegno dell’illegittimità del giudizio controverso, è stata svolta per un diverso profilo (allievi Marescialli del ruolo Ispettori dell’Arma dei Carabinieri), che si distingue da quello in esame (allievi Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri), con riferimento al bagaglio cognitivo, all’autocontrollo emotivo e alla capacità di interazione sociale, richiedendo attitudini meno rigorose rispetto a quelle del concorso per cui è causa.
Sotto il primo requisito, basti invero osservare come per gli Allievi marescialli sia richiesto “un bagaglio cognitivo che consenta di proporsi in modo incisivo nelle diverse realtà sociali e di alimentare un’adeguata capacità critica nei confronti di fatti e particolari condizioni nonché di risolvere problemi teorico-pratici anche in situazioni nuove sia in ambito operativo, sia nel lavoro d’ufficio con patrimonio culturale e curriculum scolastico adeguati, anche mediante una valida espressione sia nella forma scritta che orale”, contro “il bagaglio cognitivo ricco e diversificato che consenta di percepire e penetrare problematiche e realtà sociali complesse per poterne comprendere le premesse causali e valutarne, con tempestività e spirito critico, le possibili evoluzioni, e che sia caratterizzato da patrimonio culturale e curriculum scolastico adeguati nonché da modalità di espressione del pensiero fluide e ben articolate sia nella forma scritta che in quella orale”, richiesto invece per gli Ufficiali.
Con riguardo all’autocontrollo emotivo, in aggiunta a quanto già previsto per gli allievi Marescialli del ruolo Ispettori, il profilo attitudinale dell’Ufficiale, si richiede “capacità di una critica obiettiva, scevra dall’influenza di fattori personali nell’espressione di un giudizio o nel comportamento in genere”.
Infine, la capacità di interazione sociale esige, per il più rigoroso profilo in questione, non solo “la propensione ad assumere ruoli di governo, di indirizzo e formazione del personale” (contro la più semplice “propensione ad assumere ruoli emergenti”), ma anche la “capacità di trattare con il pubblico e di conoscere i dipendenti per saperne organizzare il lavoro e per farlo eseguire nel miglior modo” (non necessaria per gli allievi Marescialli).
A fronte quindi di requisiti così diversificati, e dunque della non assoluta sovrapponibilità dei due profili attitudinali – come invece sostenuto dalla difesa nell’ultima memoria – appare evidente l’irrilevanza del precedente giudizio di idoneità riportato per il diverso ruolo di allievo Maresciallo Ispettore.
7. Da ultimo, è da respingere anche la censura relativa all’incompetenza dell’ufficiale psicologo che ha redatto la relazione presupposta al giudizio negativo impugnato, in quanto non facente parte della commissione.
L’assunto non coglie invero nel segno, atteso che le norme tecniche per lo svolgimento degli accertamenti attitudinali contemplano espressamente al punto 3, rubricato “organi e competenze”, la presenza degli ufficiali psicologi, distinti dalla commissione (v. rispettivamente lett. f) e b)), cui spetta la redazione della relazione psicologica nella quale vengono indicati, fra gli altri, gli eventuali aspetti che meritano un particolare approfondimento in sede di intervista attitudinale di selezione.
Preme comunque ribadire, come più volte affermato dalla Sezione (da ultimo, sent. n. 11568/2016 e giur. ivi citata), che è comunque la Commissione per gli accertamenti attitudinali, l’organo collegiale “garante del corretto svolgimento di tutta la procedura di selezione attitudinale” che verifica la congruenza delle valutazioni (dello Psicologo e dell’Ufficiale-Psicologo-Perito Selettore) con le risultanze del cartelle, valuta il candidato mediante un colloquio collegiale, esprime il giudizio conclusivo di idoneità/non idoneità.
Pertanto, non si ravvisa alcun vizio del giudizio impugnato neppure sotto tale ultima censura.
8. In conclusione, alla luce di tutto quanto sopra osservato, il ricorso, come integrato da motivi aggiunti, è in parte improcedibile, in parte respinto.
9. In ragione dell’andamento della vicenda e del primo accoglimento in sede cautelare ai fini del riesame, sussistono tuttavia giusti motivi per disporre la compensazione delle spese di lite tra le parti.
P. Q. M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso integrato da motivi aggiunti, come in epigrafe proposti, lo dichiara in parte improcedibile, in parte lo respinge.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’art. 52, comma 1, D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all’oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare la parte.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 18 gennaio 2017 con l’intervento dei magistrati:
IL PRESIDENTE
Concetta Anastasi
IL CONSIGLIERE
Floriana Rizzetto
L’ESTENSORE
Paola Patatini
Depositata in Segreteria il 17 marzo 2017

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Informazioni su Giuseppe Bruno

In qualità di praticante avvocato, svolgo da più di un anno attività giudiziale e stragiudiziale nei principali settori del diritto amministrativo e civile, collaborando con studi specializzati e con un'importante società di consulenza internazionale in qualità di praticante avvocato. Ad oggi, mi sono occupato prevalentemente di: - contratti pubblici (appalti, concessioni, project financing); - anticorruzione (redazione di piani anticorruzione, due diligence, checklist); - trasparenza amministrativa (accesso documentale, accesso civico generalizzato/FOIA); - amministrazione digitale (gestione documentale, conservazione sostitutiva); - diritto dell'ambiente; - diritto sanitario. Collaboro dal 2015 con il quotidiano d'informazione giuridica "Norma", presso il quale pubblico quotidianamente articoli e massime sulle principali pronunce di giustizia amministrativa e contabile. Mi sono laureato in Giurisprudenza a luglio del 2016, discutendo una tesi in diritto e regolazione pubblica dell'economia sul tema "Pianificazione e governo delle infrastrutture: il caso ferroviario" (Relatore: Giuliano Fonderico. Correlatore: Marcello Clarich). Appassionato di infrastrutture, trasporti e politiche per il territorio, coordino dal 2015 la community Moovit della provincia di Foggia, occupandomi dell'accuratezza dei dati relativi al trasporto pubblico locale, provinciale e regionale

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