Parlando di giovani e politica

Posted: 17th giugno 2010 by Giuseppe Bruno in Attualità, Politica
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Da parecchio tempo oramai l’immagine dei giovani è quella del disagio: incertezza per il futuro, precarietà psicologica, ricerca di spazi espressivi autonomi, (molte volte fuori dai luoghi di partecipazione), spinta alla trasgressione e all’evasione, desiderio di autorealizzazione e di meritocrazia.

Il tutto rientra nella cosiddetta cultura dell’estraneità, per cui si può stare dentro il sistema ma allo stesso tempo vivere con la testa altrove, con giganteschi vuoti di memoria, dove l’energia vitale trova sfogo migliore solo negli spazi e nelle pratiche alternative.

Nel voler ritrovare qualche causa di questo fenomeno, sicuramente non si può di certo ignorare come siano effettivamente venuti meno nel tempo le figure e i luoghi di mediazione tra bisogni individuali e richieste della collettività: c’è grande incertezza nelle famiglie, nelle scuole, nella vita associativa, ma anche e soprattutto su quali valori e mete proporre ai giovani, e sovente si interpreta l’azione educativa come semplice accompagnamento , senza far maturare proposte.

Nelle istituzioni, in modo particolare, non si riesce ad affezionare i giovani alla vita sociale e la partecipazione attiva non è più un valore da costruire giorno dopo giorno.

D’altro canto non è facile “educare” in una società complessa, caratterizzata da modelli culturali contraddittori, dove spesso, lo stesso pluralismo culturale indica la difficoltà di trovare un minimo comune denominatore a livello educativo.

Per questo motivo capita spesso che gli stessi giovani, altre volte, tendano a mettere tutte le proposte sullo stesso piano, vivendo le appartenenze in maniera passiva, piuttosto che nella piena identificazione.

In passato la situazione era molto diversa.

Dalla sfera politica si attendeva la soluzione e la risposta a tutti i problemi sociali, aspettativa troppo spesso disattesa.

La politica, e in particolare i suoi uomini, infatti, è risultata impari alle aspettative e da qui la delusione sopravvenuta per chi nella politica aveva riposto ogni speranza.

Si è aggravato il distacco tra lo Stato e i bisogni dei cittadini, determinando soprattutto tra i giovani, la diffusa idea che l’impegno politico sia una cosa sporca e che sia meglio per le persone oneste non occuparsene, almeno nelle forme di coinvolgimento diretto.

Inoltre le degenerazioni partitiche, la caduta delle ideologie e la crisi di progettualità in campo educativo hanno ulteriormente contribuito a tenere lontani i giovani dalla scena dell’impegno socio-politico, un ambiente che appare loro più come un circolo di disonesti che come una “cabina di regia” per progetti atti a “costruire” qualcosa di positivo.

La politica giovanile è, dunque, davvero inesistente, i giovani che hanno degli ideali politici oggigiorno sono pochi e non vengono spronati affatto. Viene vissuta come qualcosa di lontano, inarrivabile e che non gli appartiene, probabilmente perchè i politici non fanno nulla per incentivare la partecipazione e ascoltare proposte, senza rendersi conto che se c’è una cosa che accomuna tutti i giovani, qualsiasi sia il ceto sociale dal quale provengano, è la sensibilità con la quale avvertono tutti i difetti della nostra società (ad esempio si continua a vivere in famiglia molto più a lungo, perché non si ha la certezza di un lavoro stabile e, di conseguenza, si vede in un futuro sempre più lontano l’inserimento nel vero mondo del lavoro, quello fatto di diritti e doveri).

Queste incertezze sul proprio futuro, l’impossibilità di considerarlo davvero come il tempo in cui si realizzerà il loro desiderio di indipendenza, li portano a essere rinunciatari rispetto all’impegno necessario, per realizzare la crescita di una società che sembra non attenderli. Proprio questa è una delle ragioni per la quale i giovani d’oggi non cercano più nei partiti risposte ideologiche e non guardano più come i loro padri ai leader della politica o come bandiere dietro la quale militare ma chiedono una visione nella quale credere, un modello nel quale identificarsi e si aspettano risposte concrete insieme a proposte che parlino di certezze.

Le promesse non mantenute, gli scandali, l’opportunismo, i giochi di potere, queste sono le ragioni per la quale regna lo scetticismo tra le nuove generazioni che sono diventate il soggetto escluso da una politica e una cultura nate e cresciute in un mondo parallelo all’universo giovanile.

“Purtroppo, il dramma dell’assuefazione all’esilio minaccia anche noi cristiani. Ci stiamo adattando alla mediocrità. Accettiamo senza reagire gli orizzonti dei bassi profili. Viviamo in simbiosi con la rassegnazione. Ci vengono meno le grandi passioni. Lo scetticismo prevale sulla speranza, l’apatia sullo stupore, l’immobilismo sull’estasi. La nostra religiosità incolore si stempera in gesti stereotipi, in atteggiamenti etici senza entusiasmo, in pratiche rituali che hanno il sapore delle minestre scaldate nelle pentole d’Egitto.. Più che essere schiavi dell’abitudine, abbiamo contratto l’abitudine della schiavitù” (T. Bello, Il Vangelo del coraggio. Riflessioni sull’impegno cristiano nel servizio sociale e politico).

Da ciò dobbiamo capire che bisogna ridare fiducia ad una generazione che fa fatica ad affacciarsi in questa società. Bisogna eliminare questo pessimismo ascoltando le loro ragioni e dare loro il modo di esprimersi,  ridando loro quelle certezze che danno la forza di continuare a credere nella politica.

C’è bisogno di una svolta, solo così si potrà contare sull’appoggio dei giovani e solo così si potrà dare alle nuove generazioni la speranza di un futuro migliore, perché i giovani hanno bisogno della politica ma anche la politica ha bisogno di tutti i giovani. Si rende necessario, dunque, trovare delle nuove convergenze tra ideali, esigenze concrete e stili di vita, tra il credere e l’operare: forse non si tratta di fare delle azioni, ma di fare delle scelte che investano campi nuovi, realizzare progetti con itinerari educativi, “portare la veste battesimale nei cantieri e la tuta da lavoro in chiesa.”.

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